
L’aggressione subita da assistente sociale nel territorio di Napoli, colpito a bastonate in un campo nomadi mentre svolgeva il proprio lavoro, è l’ennesima dimostrazione di quanto sia sottovalutato il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro e più in generale nell’ambito degli interventi attuati dai professionisti e dagli operatori sociali.
Innanzitutto esprimiamo la nostra sentita vicinanza e solidarietà al collega assistente sociale consapevoli che occorra andare oltre le parole e le buone intenzioni.
Per questo ci faremo sentire nuovamente presso le istituzioni chiedendo con forza l’attuazione immediata di misure più efficaci in grado di garantire più sicurezza per i professionisti e gli operatori sociali che operano nei servizi sociali pubblici, ai quali vanno estese senza indugio le tutele già previste per altre figure professionali che sono esposte al rischio aggressioni, come gli operatori sanitari e gli insegnanti.
È necessario anche investire nella formazione del personale e nella prevenzione attraverso campagne pubbliche volte a promuovere e rafforzare il ruolo dei servizi sociali territoriali e degli assistenti sociali e delle professioni d’aiuto evitando di alimentare un clima caratterizzato da forme di delegittimazione e da una narrazione mediatica distorta, spesso purtroppo messe in atto da esponenti politici e istituzionali, giornalisti e presunti “esperti”, che invece non intervengono con la stessa determinazione di fronte a vicende come quella accaduta nel napoletano.
Al silenzio contrapponiamo la voce del sindacato professionale e di una comunità professionale da sempre a fianco dei cittadini, delle persone e della comunità, continuando a denunciare le gravi carenze di risorse, di strumenti, di spazi adeguati, di personale che da anni colpiscono il nostro sistema di welfare e i servizi sociali e che incidono direttamente sulla qualità degli interventi e sulla sicurezza degli operatori.
Il SUNAS continuerà ad impegnarsi nell’interesse della categoria professionale, chiedendo azioni concrete e immediate per il rafforzamento dei servizi, a partire da un piano di nuove assunzioni fino al riconoscimento di specifiche indennità di rischio e della condizione di lavoro gravoso per i professionisti assistenti sociali.
