
Il SUNAS esprime preoccupazione per le proposte di modifica della disciplina dell’imputabilità dei minori, ritenendo che un intervento su un tema così delicato debba fondarsi su solide evidenze scientifiche, sull’esperienza maturata nel sistema della giustizia minorile e su un’attenta valutazione delle possibili conseguenze.
L’adolescente autore di reato non è un adulto in miniatura.
È una persona in età evolutiva, la cui maturazione cognitiva, emotiva e relazionale è ancora in corso.
Per questo il diritto penale minorile, la psicologia dello sviluppo e le neuroscienze riconoscono la necessità di valutare caso per caso la capacità del minore di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi.
Su tali presupposti si fonda il D.P.R. 448/1988, riconosciuto come uno dei modelli più avanzati di giustizia minorile in Europa, in quanto coniuga l’accertamento della responsabilità con la finalità educativa e di recupero propria del sistema minorile.
Il SUNAS esprime pertanto contrarietà:
- all’inversione dell’onere della prova sull’imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni;
- all’ipotesi di abbassare a 13 anni l’età dell’imputabilità.
L’attuale ordinamento dispone già degli strumenti necessari per accertare con rigore tecnico l’imputabilità dei minori.
I dati ufficiali del 2024 lo confermano: su 11.846 procedimenti penali definiti davanti ai Tribunali per i minorenni, soltanto 64 si sono conclusi con una pronuncia di non imputabilità per immaturità, pari ad appena lo 0,54% del totale.
Si tratta di un dato che evidenzia come la valutazione dell’imputabilità rappresenti un accertamento tecnico rigoroso e non una forma di automatica deresponsabilizzazione.
Il fenomeno della devianza minorile è complesso e non può essere ricondotto esclusivamente al disagio economico o sociale. Coinvolge oggi ragazzi appartenenti a realtà e contesti sociali differenti, influenzati anche da modelli culturali e comunicativi che, attraverso alcuni ambienti digitali, contenuti online e dinamiche di gruppo, possono contribuire a normalizzare comportamenti devianti e ad attenuare la percezione delle conseguenze delle proprie azioni.
A ciò si aggiungono la povertà educativa, la fragilità delle reti familiari e comunitarie, la carenza di spazi di aggregazione e, in alcuni territori, la presenza della criminalità organizzata, che offre ai più giovani modelli distorti di appartenenza e riconoscimento.
Di fronte a questa complessità, la risposta non può essere esclusivamente penale.
Uno Stato autorevole non rinuncia ai principi della giustizia minorile: li rende effettivi investendo nella prevenzione, nei servizi, nelle professionalità e nel sostegno alle famiglie.
La sicurezza dei territori e la tutela dei minori si costruiscono attraverso interventi tempestivi, competenze professionali, percorsi educativi e opportunità di crescita.
Per questo il SUNAS richiama il Governo e il Parlamento alla necessità di rafforzare i servizi sociali, la scuola, la sanità territoriale, la giustizia minorile e la giustizia riparativa, implementando il personale e le risorse economiche e promuovendo riforme fondate sulle evidenze scientifiche, sulle buone prassi e sull’esperienza maturata dagli operatori che quotidianamente lavorano con i minori e le loro famiglie.
In particolare si rende necessario un rafforzamento degli USMM (Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni) che intervengono per il recupero, la responsabilizzazione e l’inserimento sociale dei minori che entrano nel circuito penale, nello specifico con progetti socio-educativi posti alla base di tutte le misure di Comunità.
La prevenzione e il rafforzamento dei servizi rappresentano strumenti fondamentali ed efficaci per contrastare la devianza minorile, sostenere il recupero e la responsabilizzazione dei ragazzi, evitare la recidiva e quindi aumentare la sicurezza dei cittadini.
Il SUNAS auspica che il confronto parlamentare si sviluppi nel rispetto dei principi costituzionali, delle conoscenze scientifiche e dell’esperienza degli operatori, affinché ogni eventuale riforma rafforzi l’efficacia del sistema senza alterarne i fondamenti.
Roma, 31 luglio 2026
Consiglio Nazionale SUNAS
