Sulla drammatica vicenda di Ceuta, al di là del dibattito politico e delle diverse letture degli eventi, una realtà resta incontestabile: decine di persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa in cerca di sicurezza, dignità e speranza.

Prima di ogni giudizio politico, c’è un principio che non possiamo dimenticare: ogni vita umana ha lo stesso valore.

Come SUNAS chiediamo che questa ennesima tragedia non venga archiviata come un fatto di cronaca né trasformata in uno strumento di propaganda. È il momento di costruire una risposta europea fondata su responsabilità, cooperazione e umanità.

Servono politiche migratorie capaci di coniugare sicurezza, legalità e tutela dei diritti umani. Servono canali regolari e sicuri, un contrasto deciso alle organizzazioni criminali che lucrano sulla disperazione e una cooperazione concreta con i Paesi di origine per affrontare le cause delle migrazioni forzate: guerre, persecuzioni, povertà e disuguaglianze.

Gli assistenti sociali incontrano ogni giorno persone che vivono fragilità, esclusione e percorsi migratori difficili. Per questo sappiamo che dietro ogni numero c’è una storia, una famiglia, una speranza.

L’Europa che vogliamo non può essere definita soltanto dai suoi confini, ma dalla capacità di difendere la dignità umana, promuovere la solidarietà e garantire giustizia sociale.

Ceuta ci chiama a una scelta. Possiamo continuare a dividerci oppure lavorare insieme per costruire risposte più giuste, efficaci e rispettose dei diritti fondamentali.

Perché, di fronte alla sofferenza umana, il primo dovere di ogni istituzione e di ogni cittadino è non smettere mai di essere umani.

                                                                                                           Il SUNAS

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