
Sono trascorsi 15 anni dalla prematura scomparsa di Gigi Bucci avvenuta il 12 gennaio del 2011, una grande perdita per il SUNAS e per tutta la comunità professionale degli assistenti sociali.
Gigi ha ricoperto la carica di Vice Segretario Generale e Direttore del Notiziario SUNAS, ed è stato anche il primo Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania, e ha dato un significativo contributo all’avanzamento della nostra professione, operando con grande impegno e abnegazione per la conquista dei diritti degli assistenti sociali nei vari ambiti lavorativi.
Lo ricordiamo non solo per le sue grandi capacità e competenze a livello professionale e sindacale che tutti gli hanno sempre riconosciuto e per cui ancora oggi rappresenta un’autorevole figura di riferimento per tutta la professione, ma anche per le sue doti umane intellettuali e morali, per la sua straordinaria sensibilità.
Vogliamo fare memoria dell’impegno di Gigi Bucci, oggi con particolare determinazione, in un momento in cui purtroppo all’interno della nostra comunità professionale c’è chi tende a non ricordare alcune tappe e alcune figure storiche che hanno segnato lo sviluppo della nostra professione, non riconoscendo il ruolo del SUNAS, del sindacato professionale, quale protagonista della straordinaria stagione che trent’anni fa portò alla prima costituzione degli Ordini Regionali che poi avrebbero eletto il primo Consiglio Nazionale guidato da Paola Rossi.
Un traguardo frutto dell’impegno unitario e delle lotte animate dal SUNAS e dall’AssNAS , le due realtà associative storiche della professione che nel 1993 avevano ottenuto l’approvazione della Legge 84/93.
Abbiamo sempre sostenuto l’importanza non tanto di celebrare ma di ricordare quel periodo perché crediamo fondamentale trarre dalla storia le motivazioni e il senso del ruolo e dell’azione della professione per rinnovare e rafforzare la capacità di guardare al presente e soprattutto avere una visione chiara per il futuro.
Parafrasando Selpulveda che scriveva “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” oggi potremmo affermare che “Una comunità professionale senza memoria è una comunità professionale senza futuro”.
La storia della professione è e deve essere la storia di tutti, non esclusiva di pochi, e va riconosciuto l’apporto fondamentale di alcuni protagonisti come Paola Rossi, Fiorella Cava, Gigi Bucci e tanti altri, appartenenti al SUNAS e alle altre rappresentanze professionali.
Il SUNAS, guardando sempre all’esempio di questi colleghi e colleghe, continuerà ad impegnarsi per la rappresentanza, la tutela e la promozione delle istanze dei professionisti assistenti sociali nei luoghi di lavoro e a livello contrattuale.
In particolare ci impegneremo per il perseguimento di 4 obiettivi che riteniamo prioritari:
- L’ottenimento di maggiori opportunità occupazionali, di un più adeguato sviluppo di carriera, di una maggiore valorizzazione della professionalità, chiedendo il riconoscimento di una maggiore responsabilità ed autonomia operativa, nonché l’adeguamento delle funzioni ad una organizzazione efficace e centrata sugli obiettivi di salute e socio assistenziali previsti dalla programmazione sanitaria e sociosanitaria;
- l’istituzione di un Servizio Sociale Professionale strutturato in tutti i comparti e settori del pubblico e del privato, nonché la contestuale istituzione e attribuzione di una dirigenza omologa;
- la ridefinizione dei percorsi formativi universitari, con la previsione del ciclo quinquennale e il rafforzamento dei crediti specialistici, teorici e di tirocinio, da destinare alle materie di servizio sociale per garantire un’adeguata e qualificata preparazione rispondente alle nuove esigenze operative e gestionali;
- l’approvazione di una legge di riordino della professione, tesa ad un aggiornamento dei contenuti della L. 84/93 in senso più innovativo e adeguato ai tempi.
Obiettivi che vanno perseguiti rafforzando la visione e la progettualità comuni in una prospettiva unitaria, continuando nell’impegno volto a coniugare le istanze della categoria professionale con quelle dei cittadini e della comunità, operando per lo sviluppo delle politiche sociali e dei servizi, per l’affermazione e la tutela dei diritti delle persone, per promuovere una società più equa, più giusta e più inclusiva.
