
COMUNICATO STAMPA DEL SUNAS
Oggetto: Inaccettabile attacco alla professione di assistente sociale – Necessari rispetto e chiarezza.
Il SUNAS, Sindacato Unitario Nazionale Assistenti Sociali, esprime la propria ferma indignazione per le dichiarazioni rilasciate dall’avv. Bernardini De Pace, davanti all’avv. Pillon, difensore dei genitori nel noto caso della “famiglia nel bosco”, nel corso della trasmissione “Cinque minuti”.
Affermare che “spesso gli assistenti sociali sono insopportabili, arroganti, prepotenti” e che il loro ruolo “si esprime solo nel potere” costituisce un’offesa gravissima e generalizzata nei confronti di migliaia di professioniste e professionisti che ogni giorno, con competenza, dedizione e spesso in condizioni di grande difficoltà, lavorano per la tutela dei minori e il sostegno delle famiglie.
L’assistente sociale non agisce per “potere”, ma per responsabilità verso i più vulnerabili – bambini, anziani, persone con disabilità – in aderenza al codice deontologico e alle leggi dello Stato. L’arroganza e la prepotenza non sono certo caratteri che si possano attribuire a una categoria intera, e l’episodio citato (come ogni altro) non giustifica affermazioni tanto false quanto lesive della dignità professionale, che denotano solo supponenza e pregiudizio nei confronti di un’intera categoria professionale. Inaccettabile!
Il SUNAS rileva che:
- Gli assistenti sociali operano in contesti complessi, spesso con risorse inadeguate, e le loro decisioni sono sempre frutto di valutazioni pluridisciplinari e di atti motivati, eventualmente impugnabili davanti all’Autorità giudiziaria.
- L’Avvocato Pillon, nell’esercizio del suo ruolo di difensore, può legittimamente sostenere la tesi dei suoi assistiti, ma non può trasformare un’arringa in un insulto gratuito a un’intera professione.
- Molto peggiore il comportamento e le parole ingiuriose dell’Avv. Bernardini De Pace che si è permessa di aggredire ed offendere l’intera comunità degli assistenti sociali.
- Il silenzio del conduttore, che prima ha elogiato il lavoro degli assistenti sociali ma poi ha mostrato il cartello di un’indagine secondo cui la maggior parte degli italiani esprime un giudizio negativo sugli assistenti sociali e subito dopo, senza minimamente intervenire sulle affermazioni offensive della nota avvocata, si è limitato a un “bene, grazie, buona sera”. Tutto ciò, se non può essere interpretato come assenso, di certo rappresenta comunque una totale
assenza di contraddittorio su un tema così serio.
Il SUNAS chiede pertanto:
- Le scuse formali dell’Avvocato Pillon verso tutti gli assistenti sociali italiani;
- una severa condanna delle parole offensive e immotivate dell’Avvocato Bernardini De
Pace, salvo un intervento in sede giudiziaria che ci aspettiamo da parte del nostro Ordine professionale;
- il diritto di replica nello stesso programma televisivo, per restituire verità e dignità a una
professione fondamentale per la coesione sociale e la protezione dei minori.
Gli assistenti sociali non sono perfetti, come nessun’altra professione. Ma sono sempre stati un presidio di legalità e giustizia sociale. Chi li insulta senza conoscere il loro lavoro offende lo Stato che li ha formati e li impiega.
Roma, 10 giugno 2026
Il Presidente Nazionale
Salvatore Poidomani
