Il SUNAS esprime preoccupazione per i messaggi inquietanti apparsi in questi giorni sui muri di alcune città dell’Abruzzo, dell’Umbria, della Toscana, con insulti e minacce, accompagnati da riferimenti a simboli nazisti, rivolti agli assistenti sociali e ai magistrati.

Denunciamo con fermezza ancora una volta il clima pesante in cui sono costretti a lavorare molti professionisti che operano nel campo dei servizi sociali, in particolare quelli che si occupano della tutela dei soggetti minorenni.  

Un contesto pubblico che invece richiede, da parte di tutti, un maggiore equilibrio, responsabilità e attenzione nel linguaggio e nei toni, affinché il confronto non degeneri in dinamiche di esposizione mediatica esasperata, né in manifestazioni di ostilità che inevitabilmente favoriscono espressioni di odio, aggressività e persino violenza.

La sensazione è che questi ultimi messaggi intimidatori non siano casi isolati ma facciano parte di una strategia più ampia, in cui è possibile intravedere una sorta di “segno eversivo” su cui occorre vigilare con grande attenzione. Una strategia che, a nostro avviso, trova sponda in chi si esprime screditando i servizi pubblici -e tra questi i servizi sociali e sociosanitari- e portando avanti, di fatto, un disegno di smantellamento del nostro sistema di welfare  che si fonda sui principi della Costituzione italiana.

Gli assistenti sociali rappresentano lo Stato e le Istituzioni, le minacce nei loro confronti sono un attacco allo Stato.

Per questo ribadiamo la necessità di rafforzare le misure volte a garantire tutela, sicurezza e rispetto del ruolo di questi professionisti, di cui occorre riconoscere e salvaguardare la dignità professionale. Allo stesso tempo, è necessario riconoscere e tutelare la funzione dei servizi e dei presidi attraverso cui lo Stato e le Istituzioni assicurano ai cittadini interventi per prevenire, affrontare e rimuovere le situazioni di disagio e di fragilità che ancora oggi coinvolgono larghe fasce di popolazione: persone, famiglie e gruppi di cui gli assistenti sociali ogni giorno si prendono cura, mettendo in campo risorse e strumenti appropriati per superare le condizioni di bisogno e di difficoltà.

Alle colleghe e ai colleghi che hanno subito e che subiscono minacce, e aggressioni esprimiamo tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà.

Ai rappresentanti istituzionali, in particolare al Governo e al Ministero dell’Interno chiediamo di identificare al più presto gli autori dei messaggi intimidatori e ingiuriosi, ma anche di mettere in atto misure e strumenti in grado di garantire maggiore sicurezza e tutela, senza attendere che si passi dalle parole e dalle scritte ad azioni più gravi che possano mettere a rischio l’incolumità dei professionisti e degli operatori.

Condividi