Il SUNAS ha inviato una nota alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, esprimendo forte preoccupazione per l’iniziativa promossa dalla Presidente della Commissione stessa, Michela Vittoria Brambilla, la quale prendendo spunto da un caso mediatico come quello della cosiddetta “famiglia nel bosco” è promotrice di una proposta di legge in materia di allontanamenti dei minori.
 
Il SUNAS, esprime forte preoccupazione per l’iniziativa promossa dalla Presidente della
Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, che
prendendo spunto da un caso mediatico come quello della cosiddetta “famiglia nel bosco” è
promotrice di una proposta di legge in materia di allontanamenti dei minori
Riteniamo grave che un tema così delicato venga ricondotto a narrazioni simboliche o a singoli
episodi amplificati mediaticamente, con il rischio di orientare il dibattito pubblico e l’iniziativa
legislativa su basi emotive anziché su evidenze strutturate.
Particolarmente critica appare la proposta di introdurre la figura dell’“Esperto in relazioni familiari
fragili”, chiamato ad affiancare il magistrato fin dalle fasi iniziali. In assenza di una chiara
definizione normativa, tale figura rischia di configurarsi come un soggetto dai contorni indefiniti,
con possibili margini di discrezionalità difficilmente controllabili.
Le evidenze scientifiche in materia di tutela dei minori richiedono rigorosi interventi normativi, un
equilibrio istituzionale e un solido riferimento a dati e metodologie professionali consolidate.
Purtroppo nella proposta non risultano chiari i criteri di selezione, i requisiti professionali, le
responsabilità e i meccanismi di verifica del suo operato, né il rapporto con le competenze già
attribuite ai servizi sociali, ai consulenti tecnici e all’autorità giudiziaria.
Il rischio concreto è quello di introdurre sovrapposizioni, appesantire i procedimenti e indebolire
l’assetto delle garanzie, anziché rafforzarlo.
Qualsiasi semplificazione o personalizzazione del dibattito in un ambito così delicato finisce per
alimentare sfiducia verso magistratura e servizi sociali, con effetti potenzialmente dannosi proprio
per i soggetti che si intendono tutelare.
Ribadiamo la necessità di un confronto serio, fondato su competenze riconosciute e su un
approccio sistemico, che rafforzi il sistema di protezione dei minori senza esporlo a interventi
estemporanei o non adeguatamente definiti.
22 aprile 2026
Il Presidente Nazionale
Salvatore Poidomani
 
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