
L’occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità serve a sottolineare come il pieno riconoscimento dei loro diritti e la loro partecipazione attiva alla vita sociale non sia solo un traguardo teorico, ma un dovere concreto che le istituzioni devono rinnovare e perseguire ogni giorno.
Il SUNAS è da sempre impegnato, accanto alla Professione e in ogni contesto, nell’assicurare a ciascuna persona disabile le condizioni necessarie per essere parte attiva della società, della cultura e del lavoro, adoperandosi per rimuovere le barriere superabili, fisiche e culturali.
Il D. Lgs. 62/2024 presenta un approccio che va oltre la concezione della disabilità come situazione personale, ri-collocandola nella relazione tra individuo, ambiente e comunità.
Si tratta di un cambiamento di prospettiva che deve essere ancora pienamente adottato con la necessaria consapevolezza da tutte le articolazioni pubbliche.
Il cuore della trasformazione è il progetto di vita, che può consentire di elaborare percorsi individualizzati fondati sulle ambizioni, sulle necessità e sulle decisioni dell’individuo.
Le esperienze internazionali testimoniano come azioni sostenute nel tempo e ben coordinate possano accrescere il benessere e il coinvolgimento nella comunità, alleggerendo anche il peso a carico delle famiglie.
Tuttavia per numerose famiglie, il cammino rimane articolato e a tal proposito i decisori politici ancora devono dare il giusto riconoscimento giuridico ed economico ai caregivers, specie di quelli non più giovani: poiché la quotidianità da organizzare e gestire, il disbrigo delle pratiche, la settorializzazione degli interventi rendono l’accesso ai diritti tutt’altro che immediato.
Un progetto di vita ben strutturato non è un mero obbligo formale, ma uno strumento per assicurare supporto, guida e stabilità.
In questo, la funzione dei Servizi sociali e sociosanitari è fondamentale.
È a livello territoriale che i servizi si concretizzano, si armonizzano, diventano effettivamente accessibili.
Ed è nei territori e nelle comunità di appartenenza che il progetto di vita può trovare attuazione operativa, attraverso la sinergia tra ambito sociale e sanitario, la cooperazione con il terzo settore e l’attivazione di volontariato e reti di vicinato.
Perché ciò accada, è essenziale che gli enti locali e le aziende sanitarie locali abbiano le migliori condizioni per esercitare questo compito: mezzi sufficienti, personale specializzato e indicazioni operative definite.
Solo così potremo offrire soluzioni all’altezza del valore intrinseco di ogni persona e delle legittime attese dei loro cari.
L’inclusione delle persone disabili non è riducibile ad adempimenti formali: è un dovere delle istituzioni che si valuta dalla qualità delle decisioni e dall’efficacia della loro realizzazione.
