Al Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali
                                                              Ai Consigli Ordini Regionali Assistenti Sociali
                                                             Alla comunità professionale degli assistenti sociali

Il SUNAS ritiene doveroso intervenire in merito all’Ordinanza n. 35832/2022 R.G del
Tribunale di Roma-II^ Sezione civile – del 3 Giugno 2023 che ha accertato e dichiarato
l'illegittimità della nomina di 3 consiglieri (Gianmario Gazzi, Annunziata Bartolomei e
Federico Basigli) quali componenti del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali,
per aver superato il limite dei due mandati consecutivi, violando la clausola di
ineleggibilità (art. 5, c. 2., DPR 169/2005).
Questo ulteriore pronunciamento da parte dell’Autorità Giudiziaria, il terzo in due anni,
segna l’ultimo atto di una vicenda che incide negativamente sull’immagine della nostra
professione, creando tra gli iscritti all’Ordine disorientamento e imbarazzo.
Il SUNAS intende mantenere sulla questione una posizione di massima e serena
obiettività, attenendosi a fatti, tenendo conto di tutti gli interventi che in precedenza e
recentemente l’hanno riguardata: quelli del CNOAS, di alcuni CROAS, del Comitato
“Trasparenza e Legalità”, ma soprattutto di alcune autorevoli figure che hanno avuto un
ruolo significativo nel percorso di istituzione dell’Ordine e che hanno fatto la storia della
professione, già presidenti e consiglieri nazionali (per tutti, ricordiamo la prima Presidente,
la compianta Paola Rossi).
La nostra prima richiesta continua ad essere quella di garantire la massima chiarezza,
trasparenza e rispetto della legalità, richiesta che finora, ad onor del vero, non ha avuto
alcun riscontro da parte di quegli organismi e istituzioni cui sono attribuiti poteri di
decisione, controllo e vigilanza. Anche la nota pubblicata dal CNOAS il 21 giugno c.m. –
la prima, dopo oltre due anni e mezzo dall’inizio della vicenda – non sembra fornire i
necessari chiarimenti agli iscritti, apparendo anzi parziale e di parte nella ricostruzione dei
fatti e che meriterebbe invece un confronto più approfondito, evitando l’escalation di toni
sempre più duri e accusatori nei confronti di colleghi appartenenti alla stessa comunità
professionale.
Sin dall’inizio di questa vicenda – a cui abbiamo sempre guardato sotto il profilo non
solo specificatamente giuridico-legale ma anche “etico-politico” – abbiamo auspicato e a
maggior ragione oggi – continuando a fare appello al senso etico e di responsabilità che si
addice a chi ricopre ruoli di rappresentanza istituzionale e professionale – ci aspettiamo, a
partire dal Presidente, una presa d’atto delle inequivocabili conclusioni derivanti
dall’Ordinanza richiamata e l’adozione delle necessarie determinazioni sia da parte dei tre
consiglieri dichiarati ineleggibili, in quanto privi dei requisiti di eleggibilità fissati dalla legge,
sia da parte del Consiglio Nazionale, in quanto tale e rappresentativo di tutti gli iscritti,
anche al fine di salvaguardare l’onore e la dignità della Professione e di evitare di
pregiudicare la possibilità di conseguire possibili obiettivi utili alla sua crescita e al suo

sviluppo, lasciando comunque agli organismi istituzionali competenti la valutazione di
eventuali implicazioni a livello deontologico e disciplinare.
Auspichiamo fortemente che i tre consiglieri interessati agiscano di conseguenza e
senza indugio e che il Consiglio Nazionale possa recuperare la posizione di terzietà che gli
spetta, quale istituzione di autogoverno della professione, sottoposta alla vigilanza
ministeriale.
Nel caso di un mancato passo indietro, rappresentato dalle auspicabili dimissioni dei tre
consiglieri dichiarati ineleggibili, invitiamo ogni singolo consigliere nazionale ad agire con
scienza e coscienza, nell’interesse degli iscritti e dell’intera comunità professionale,
evitando anche di esporre ulteriormente l’Ordine Professionale a profili di illegittimità circa
gli atti assunti, i quali potrebbero risultare potenzialmente invalidi, danni patrimoniali, e di
immagine.
Infine rinnoviamo l’invito a tutta la comunità professionale a riflettere e a valutare con
attenzione questi accadimenti perché essi hanno forti implicazioni relativamente ad alcuni
significativi aspetti che sono propri dell’esercizio di ruoli di leadership e di rappresentanza,
quali la coerenza, la responsabilità, la lealtà, il rispetto delle regole, dei principi e dei valori
comuni a cui ci si riferisce non solo come professionisti ma anche come cittadini impegnati
per la crescita culturale e morale della professione e della propria comunità.

Roma, 23 giugno 2023
                                                                                   il Consiglio Nazionale SUNAS
                                                                                           Il Segretario Generale
                                                                                            Salvatore Poidomani

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