SENATO DELLA REPUBBLICA
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari
Ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari
XIª (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) e XIIª (Igiene e sanità)

CAMERA DEI DEPUTATI
Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari
Ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari
XIª (Lavoro pubblico e privato) e XIIª (Affari Sociali)
Oggetto: proposte SUNAS Legge di bilancio 2021.Richiesta audizioni.

Signori Presidenti,
Egregi Senatori,
Egregi Onorevoli Deputati,

il SUNAS, Sindacato Professionale degli assistenti sociali aderente alla Confederazione CSE, ritiene che le
misure in materia di welfare, politiche sociali e della salute previste dal disegno di legge di bilancio 2021
approvato dal Consiglio dei Ministri, e attualmente all’esame del Parlamento, non siano sufficienti a rispondere adeguatamente sia alle sfide che il Paese deve affrontare nell’attuale situazione di crisi resa ancora più grave dalla pandemia del Covid 19 sia alle conseguenti istanze di tutela, di sostegno, di promozione e di cambiamento che provengono dai cittadini, dalle comunità, dai territori, dalle forze e dai movimenti sociali.
Come abbiamo avuto modo di ribadire in più occasioni, ci attendiamo da parte dei decisori politici la capacità di avere una visione strategica, di attuare scelte coraggiose, straordinarie e lungimiranti, che mettano i cittadini nelle condizioni non solo di far fronte all’emergenza sanitaria ma anche di superare le difficoltà di tipo economico e sociale di larghe fasce di popolazione che il Covid 19 ha amplificato in termini di vulnerabilità e diseguaglianze e che sono destinate ad acuirsi drammaticamente.
Occorrono interventi volti a potenziare le capacità di resilienza delle persone e delle comunità, attivando le necessarie abilità e risorse, nei vari ambiti: ambientale, scolastico, familiare, dei servizi sociali e di comunità.
Il SUNAS da tempo propone la definizione e l’adozione di un piano strategico nazionale per l’attuazione
di politiche, azioni ed interventi unitari e di sistema, rivolti a welfare, salute e protezione sociale, mediante un adeguato incremento del Fondo Nazionale Sociale oltre le attuali misure di sostegno al reddito e di ristoro, al fine di rafforzare ed implementare i servizi e i presidi sociali territoriali.
Occorre, a nostro avviso, strutturare un Servizio Sociale Nazionale presso il Dipartimento delle Politiche Sociali e del Lavoro con una struttura organizzativa nazionale e regionale formata da professionisti assistenti sociali, necessaria a riportare ad unitarietà il sistema dei servizi e a ricomporre la frammentarietà di tanti provvedimenti e benefici destinati ai cittadini secondo una pianificazione mirata ed omogenea.
Per questo è indispensabile e funzionale un reale investimento sui professionisti assistenti sociali, per garantire, in questo particolare momento, l’unitarietà degli interventi con le competenze proprie del servizio sociale professionale, in una prospettiva di integrazione socio sanitaria e multidisciplinare da cui oggi non si può prescindere.
Siamo convinti della necessità di una visione culturale moderna che sappia tener conto dei determinanti sociali della salute, per superare le categorie delle patologie e delle vulnerabilità fisse, considerando invece le condizioni di disagio socio-assistenziale e perseguendo l’obiettivo di uno stato di salute e di benessere lungo l’arco della vita: dalla cura alla care.

A maggior ragione oggi, nella condizione di crisi e di emergenza pandemica, sono necessarie misure tese sia a consentire la tenuta del tessuto economico del Paese sia a rafforzare il sistema di welfare, per mantenere un adeguato livello di coesione sociale e soprattutto per evitare un ulteriore incremento del disagio e per fasce di popolazione sempre più ampie.
Gli assistenti sociali che operano nei settori sanità, enti locali, giustizia minorile e di comunità, strutture del privato, terzo settore, cooperazione, devono poter contare su percorsi operativi in grado di attuare un reale coordinamento e una efficace programmazione degli interventi e dei servizi da erogare erga omnes.
Non è più procrastinabile affidare servizi e interventi che riguardano la vita delle persone a provvedimenti tampone e personale precario.

Le proposte e le richieste del SUNAS

1) immediata apertura delle trattative per il rinnovo dei contratti, con un dignitoso adeguamento retributivo quale riconoscimento della condizione di alta professionalità espressa e recupero del lungo periodo di blocco contrattuale e delle retribuzioni;

2) previsione di un numero consistente di assunzioni di assistenti sociali nei diversi settori (con un rapporto professionista Assistente Sociale/popolazione – sia nelle ASL che nei Comuni pari a
1/3000 abitanti), disponendo di bandire nuovi concorsi e facendo da subito ricorso a forme di stabilizzazione e/o di attività libero-professionale, superando definitivamente ogni forma di precariato;

3) istituzione del Servizio Sociale Professionale e della omologa dirigenza (con la previsionedi concorsi per assistenti sociali dirigenti), a livello nazionale, da collocare ed articolare nell’ambito della
sanità, degli enti locali, delle funzioni centrali (Ministeri Giustizia e Interno e EPNE: INPS e INAIL) e nel settore privato. A questo proposito si chiede di ripristinare la dirigenza di servizio sociale negli uffici di esecuzione penale esterna, riservandone l’accesso agli iscritti alla sez. A dell’Albo dell’Ordine degli assistenti sociali;

4) inserimento della figura dell’Assistente Sociale nella organizzazione dei micro-team, della Medicina Generale e delle AFT/Equipe Territoriali, attuando una presa in carico globale in termini di prevenzione, accoglienza e accompagnamento delle persone;

5) formalizzazione di percorsi atti a consentire alla sanità, ai Comuni e ai Ministeri di adottare
attività specialistica convenzionata con Assistenti Sociali che operano in regime di libera professione, anche ricorrendo a forme di accreditamento professionale, come da sempre avviene per i medici e, più di recente, per gli psicologi nella Provincia di Trento. I settori di specializzazione potrebbero essere di grande supporto per la salute dei cittadini e potrebbero riguardare tematiche particolarmente delicate: la violenza di genere, la violenza assistita, la tutela dei minori e dei non autosufficienti, ecc.);

6) attivazione di un servizio sociale di consulenza e supporto in ambito scolastico, quale misura urgente per il sostegno al personale docente e non docente, agli studenti e alle famiglie in tutte le
scuole di ogni ordine e grado.

Auspichiamo che il Parlamento possa recepire le suddette proposte e richieste, attraverso l’approvazione dispecifici emendamenti tesi a modificare e migliorare il testo del DDL esitato dal Consiglio dei Ministri, nell’interesse non solo di una categoria professionale ma dei cittadini, in particolare delle persone che vivono articolari condizioni di fragilità e di vulnerabilità. A questi cittadini va garantito finalmente e senza indugio, a vent’anni dall’approvazione della L. 328/2000, un sistema integrato di servizi ed interventi sociali,
considerati non più solo come livelli essenziali delle prestazioni sociali ma anche quali servizi pubblici essenziali, volti a garantire il godimento di diritti della persona costituzionalmente tutelati, come stabilito dalla Legge 77/2020.
Infine avanziamo formale richiesta di audizione da parte delle Commissioni parlamentari in indirizzo al fine di poter rappresentare al meglio quanto su esposto, anche come utile contributo al dibattito parlamentare incorso.

Per la Segreteria Nazionale
Il Segretario Generale
Salvatore Poidomani

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