La tutela dei diritti delle persone minorenni deve tenere conto del principio del preminente interesse nei loro confronti, anche riguardo alle responsabilità e ai limiti alle libertà genitoriali.
La lezione del caso Bibbiano a qualcuno evidentemente non è servita. Quello che ci preoccupa maggiormente riguardo ai recenti episodi che hanno visto coinvolti bambini, ragazzi, famiglie, alcuni con esiti tragici, è l’atteggiamento di alcuni esponenti politici e rappresentati istituzionali che si avventurano in giudizi inavveduti, imprudenti, quando per il ruolo che ricoprono avrebbero il dovere della prudenza, accortezza, ponderazione.
Perché di fronte a situazioni in cui si prefigura il rischio di un mancato rispetto dei diritti dei minorenni l’unico comportamento corretto è quello di consentire agli organi preposti dello Stato, in questo caso l’autorità giudiziaria e i servizi sociali, di lavorare secondo i compiti e le prerogative attribuite ad essi dalle norme vigenti. Questo non vuol dire che le loro azioni non possano risultare errate, scorrette o inadeguate ma nel nostro Paese esistono gli strumenti per verificare il loro operato ed eventualmente sanzionarlo, nel caso vengano riscontrati casi di abuso, inadempienza, violazione, omissione, illecito.
Quindi occorre affidarsi alla competenza dei magistrati, dei professionisti senza pregiudizi, ritenendo che essi abbiano fatto determinate valutazioni e assunto determinate decisioni in scienza e coscienza. Ovviamente non intendiamo sostenere alcuna difesa a priori di tipo corporativo nei confronti dei colleghi assistenti sociali coinvolti nelle varie vicende ma riteniamo opportuno attendere che sia fatta chiarezza sui fatti e sulle responsabilità prima di emettere un giudizio. I processi si fanno nelle aule dei tribunali non sui social o sui mezzi di comunicazione.
Può sembrare scontato affermare che deve essere garantito a tutti, genitori, famiglie il diritto a vivere secondo il proprio stile di vita, che deve essere garantito ai genitori di stare con i propri figli e ai figli di stare con i propri genitori. Quello che appare meno scontata è la consapevolezza che deve essere prioritario che ai soggetti minorenni siano garantite condizioni di vita che rispettino i loro diritti: all’integrità fisica e psichica, alla salute, all’assistenza materiale e morale, alla vita di relazione e alla riservatezza.
Inoltre occorre tenere conto di quanto sia delicato l’aspetto della valutazione e di come sia fondamentale l’analisi delle esigenze e bisogni dei minori nel breve, medio e lungo termine. Intervento questo che richiede preparazione, professionalità ed obiettività, nel superiore interesse del minore, che spesso non coincide con altri tipi di valutazione che, se pur mossi da buoni intenti e sentimenti affettivi, si discostano dal raggiungimento di un percorso di crescita adeguato e tutelato nel riconoscimento dei bisogni primari di un minore nell’ambito di una società evoluta.
Cogliamo l’occasione per rivolgere una sollecitazione ai decisori politici ed istituzionali.
Di fronte alle situazioni drammatiche in cui le vittime sono bambine e bambini, ragazze e ragazzi, adolescenti, non fermatevi all’informazione superficiale, cercate di capire le cause dei fenomeni, cercate di capire quali sono gli strumenti necessari per prevenire i problemi, se essi sono dovuti ad una mancanza di risorse, di personale, cercate soprattutto di capire come potete impegnarvi per garantire che quelle risorse vengano trovate, destinate ed utilizzate.
Sappiamo tutti quanto i servizi sociali e sociosanitari, in particolare quelli che si occupano della fascia minorile, oggi siano in sofferenza, sia per mancanza di risorse sia per la riduzione degli organici avvenuta negli ultimi anni.
Il SUNAS da tempo segnala queste criticità insistendo sulla necessità di assumere, assistenti sociali per colmare i vuoti delle dotazioni organiche delle ASL, dei Comuni, degli uffici della giustizia minorile in cui le colleghe e i colleghi sono costretti ad operare in situazioni di precarietà e con carichi di lavoro eccessivi.
Continueremo ad impegnarci perché su queste situazioni di criticità si mantenga viva l’attenzione, non solo quando avvengono fatti tragici ed eclatanti, lo faremo nell’interesse non solo della categoria che rappresentiamo ma anche dei cittadini e delle comunità, soprattutto dei soggetti minorenni, di quelli che quotidianamente vivono in condizioni di vulnerabilità, di fragilità e di disagio.
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